MOLIERE, A SUA INSAPUTA

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NOTE DI REGIA

di Leo Muscato

L’obiettivo del regista è sempre lo stesso: aderire quanto più possibile allo spirito dell’autore che sta mettendo in scena. Sforzarsi di immaginare il legame che c’era fra i testi e gli spettatori per cui furono scritti e adattarlo al pubblico di oggi. Con Jean Baptiste Poquelin detto Molière, bisogna fare uno sforzo d’immaginazione ancora più grande, perché la straordinarietà del suo teatro consisteva non solo nel cosa veniva rappresentato, ma anche e soprattutto nel come. Quando noi sorridiamo leggendo le sue opere, dobbiamo avere la consapevolezza che in realtà la parte più divertente di quei lavori non ci è stata tramandata: la vera comicità era nel modo - a volte assurdo- in cui venivano presentati i personaggi e nell’atteggiamento fortemente critico nei confronti dei suoi contemporanei e della società in cui viveva. Bisognerebbe immaginare i personaggi delle sue opere come fossero dei clown: trucco eccessivo, parrucche sopra le righe, volti caratterizzati dalle smorfie, costumi esagerati, voci alterate, effetti speciali, apparizioni, sparizioni. Nel suo teatro non c’è nulla di realistico, anzi, sembra piuttosto abitato da quelle maschere della commedia dell’arte che Molière vedeva in scena a Parigi. 

Alla base dello spettacolo "Molière a sua insaputa" c’è un progetto preciso: raccontare allo spettatore di oggi il mondo più molieriano che riusciamo a immaginare, ambientandolo ai nostri giorni. Abbiamo preso diversi brani dai suoi testi, li abbiamo ricontestualizzati nella nostra epoca e abbiamo provato a restituirli al pubblico con quello spirito fortemente critico, ma allo stesso tempo farsesco, che animava i personaggi comici di Molière. Abbiamo provato a deformarli fino a farli diventare attuali. Nell’affrontare questo studio sulla vita e sull’opera di Molière ci siamo chiesti: “Che cosa accadrebbe se una personalità come la sua facesse un rocambolesco viaggio nel futuro e precipitasse nel nostro mondo contemporaneo? Come si comporterebbe, per esempio, se fosse ospite di una trasmissione televisiva in cui una mefistofelica conduttrice riesuma celebrità dal passato e le rende ridicole agli occhi di un pubblico affamato e compiacente?” La travolgente simpatia di Paolo Hendel e la sua straordinaria comicità hanno reso immediatamente chiaro che il viaggio nel tempo doveva trasformare il nostro protagonista in una nuova buffissima maschera di allocco, una di quelle che Molière stesso interpretava. Su queste premesse nasce Jean Baptiste, un tipetto gentile, entusiasta e troppo ingenuo; uno che indossa abiti seicenteschi quando tutti gli altri vestono abiti moderni. Convinto di partecipare a una serata celebrativa e promozionale della sua opera, non si rende conto che in realtà la sua vita privata, la sua opera, il suo mestiere vengono banalizzati, ridicolizzati e anche denigrati da una squadra di tuttologi invitati in studio: delle vere e proprie maschere grottesche, ricalcate su certi mostri contemporanei che abitano alcune trasmissioni televisive. L’unica comicità che ha un senso, è quella necessaria. Necessaria a te che la fai, e necessaria alla gente cui ti rivolgi. È un bel modo di fare resistenza, usare la risata.

A.Gi.Di.

 

MOLIÈRE A SUA INSAPUTA

 

drammaturgia e regia  LEO MUSCATO

scene e costumi   MARIA CARLA RICOTTI

luci   ALESSANDRO VERAZZI

musiche originali   ALESSANDRO SIRONI

con

PAOLO HENDEL

MARIA PILAR PÈREZ ASPA

LAURA POZONE

MAURO PARRINELLO

 

 

 

assistente alla regia   ALESSANDRA DE ANGELIS

assistente scene e costumi  ILARIA ARIEMME

 

direttore di scena e fonico PAOLO BETTA (BETTONE)

capo elettricista DAVIDE CONTI (CASCI)

 

prodotto da PAOLO GUERRA per AGIDI srl

direzione generale EMANUELA ROSSI

organizzazione CHIARA IACONA e ELENA TREVISAN

amministrazione di compagnia ANNA CHIARA ALTIERI

ufficio stampa FRANCESCA DOATI