LA COMMEDIA DEGLI ERRORI

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APPUNTI PER UNA MESSA IN SCENA

di Leo Muscato

(...) La Commedia degli errori è un soggetto andato in scena diverse volte prima che se ne occupasse Shakespeare, e non solo in Inghilterra, ma anche in Germania e Italia. Com’è noto, è una storia tratta da Plauto (i Menecmi con alcuni spunti dell’Anfitrione). Il testo a noi pervenuto è un copione dei Chamberlain’s Men, la compagnia presso cui lavorava Shakespeare. Molte parti sono andate perdute, ma conserva ancora una gran forza in tutte le possibilità comiche che suggerisce.  L’opera ci regala la meravigliosa assurdità di due coppie di gemelli identici, padroni e servitori, separati dalla nascita: due sono noti a tutti; e due sono estranei e si comportano in modo anomalo. Ci troviamo in un luogo immaginario che Shakespeare chiama Ephesus. È un luogo di stregoneria, una sorta di paese fatato dove tutto può accadere, soprattutto ai visitatori. La commedia sia apre con la condanna a morte di Egeone, mercante di Siracusa. Ma quando questo racconta al Duca di Ephesus di come in un naufragio abbia perso moglie e due figli gemelli, il Duca gli concede una proroga: trovare entro il tramonto, una cospicua somma di denaro. Gli affianca delle guardie che non lo perdono di vista e lo manda in giro a cercare soldi. Ma il mercante non sa a chi chiedere, visto che si trova in una terra straniera e non conosce nessuno. Se ne va in giro per le vie di Ephesus popolate da una serie di personaggi che gli appaiono bizzarri e eccitati. Ma per un’assurda coincidenza tutta teatrale, proprio quel giorno, a Ephesus, sbarca uno dei suoi due figli insieme al suo servitore. Questi due, identici fisicamente ai loro fratelli, sono causa di tutta una serie di equivoci e malintesi che sfociano in situazioni estremamente esilaranti dove l’improbabile e l’impossibile si tengono per mano. Nessuno, nemmeno lo spettatore, può mettere in ordine questo intrigo. Solo alla fine, quando le due coppie di gemelli appaiono l’una di fronte all’altra, si riesce finalmente a mettere insieme tutti i tasselli del puzzle. La complessità della trama ci consente la grande libertà di scegliere da quale punto di vista raccontare questa storia. Da quello di Egeone, padre sfortunato alla ricerca dei suoi figli sperduti nel mondo? O da quello di Antifolo di Siracusa, in giro per mari, che approda su una terra in cui tutti gli sembrano matti? O dal punto del suo servo Dromio che a un certo punto si ritrova a essere marito di una donna gigantesca? O da quello di Antifolo di Ephesus, preso per un indemoniato? O da quello di sua moglie Adriana, che vede la sua femminilità frustrata dalla convinzione che il marito sia libertino puttaniere? A incorniciare il tutto, lo spirito folle di una città senza tempo, dove la musica libera l’immaginazione e la gioia si sprigiona. Copiare la verità è spesso cosa buona. Ma inventarla, a volte, è ancora meglio.

ESTATE TEATRALE VERONESE

21, 22, 23 luglio 2011​
 

LA COMMEDIA DEGLI ERRORI
da William Shakespeare

 



drammaturgia e regia LEO MUSCATO
scene e costumi BARBARA BESSI
disegno luci ALESSANDRO VERAZZI



con
PEPPE BARRA
FRANCESCO BISCIONE
GIULIO BARALDI
SIMONE LUGLIO
ALESSANDRO BERTOLLINI
FRANCESCA CUTOLO
ALESSIA GIANGIULIANI
GIANLUCA DELLE FONTANE
LAILA FERNANDEZ
SERGIO GROSSINI

 

musiche composte ed eseguite da

PAOLO DEL VECCHIO e LUCA URCIUOLO