IL GUARITORE​

Monologo finale...

 

GUARITORE:

A me gli anni sono passati troppo lenti. Da quando esisto io, fino ad oggi, è cambiato tutto. Il vaso si è rotto da dentro. Anch’io sono finito nel buco profondo del pozzo, perfettamente nel sepolcro. Quando chiudo gli occhi, e sento la musica, ancora ce la faccio ad affacciarmi sul bordo delsepolcro, ma non ci sono nazareni, io non ne vedo nazareni. Alzati e cammina. E perché? Per andare dove? 
Le vedi le facce che stanno al muro? L’uomo ricco, gli innamorati, la maestra, il militare, l’omicida. Tutte storie che mi sento anch’io rimbombare nella testa. Non riesco a dimenticarmi niente. La bambina di venti giorni non poteva scegliere, e ho scelto io. Pesi massimi contro pesi piuma. Ho capito e ho scelto. Così la bambina è guarita. Ci vedevo ancora bene, giusto in tempo per vedere venti giorni morti. Così è guarita. E tutte quelle altre storie, tutte quelle.
Me lo merito di stare in pace, no?


PUGILE:

Tutti ce lo meritiamo. Che devo fare?
 

produzione TEATRO MINIMO / FONDAZIONE PONTEDERA TEATRO

 

 

IL GUARITORE

di MICHELE SANTERAMO

 

testo vincitore della 51a edizione del Premio Riccione per il Teatro

 

regia 

LEO MUSCATO

 

scene e costumi 

FEDERICA PAROLINI

 

 

con

MICHELE SINISI

GIANLUCA DELLE FONTANE

PAOLA FRESA

VITTORIO CONTINELLI

SIMONETTA DAMATO

 

 

produzione e organizzazione

LUCA MARENGO e ANGELA COLUCCI

comunicazione e stampa

MICLE CONTORNO