IL CAMPIELLO

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foto di scena  SIMONE DONATI / TERRAPROJECT / CONTRASTO

 

NOTE DI REGIA

 

Goldoni è uno di quegli autori a cui mi rivolgo ogni volta sento l’esigenza di interrogare il mondo che mi circonda. Sembra un ossimoro, ma non lo è. Perché il suo teatro ti prende per mano e ti accompagna in mondi piccoli e semplici che non riusciresti mai a vedere se non te li mostrasse lui. In realtà non te li mostra. Crea delle situazione e delle relazioni che evocano mondi piccoli e credibili, e tu hai la sensazione di spiarli dal buco della serratura.  Un po’ come accade coi racconti di Carver e le tele di Hopper.

I caratteri e l’ambientazione dei suoi personaggi restituiscono un affresco settecentesco di disarmante meraviglia e incontenibile ironia. E l’opera di Wolf-Ferrari asseconda ed esalta questi umori. Ma non si limita a questo: la musica affonda gli artigli anche nella malinconia sottotraccia già insita nel testo. E fa di più: prova a renderlo “necessario” ai nuovi spettatori a cui si rivolgeva. Nonostante l’ambientazione settecentesca, la sua musica rende l’opera decisamente novecentesca. Ed è stato quest’anacronismo a suggerire la chiave da utilizzare per aprire “le segrete” di tanta meraviglia: rendere necessarie al pubblico di oggi, le opere che Goldoni e Wolf-Ferrari produssero per i loro rispettivi spettatori. E questo imponeva di continuare a inseguire un’idea di teatro che comporta regie invisibili, regie che si fidano e affidano alla drammaturgia esistente, senza sovrapporne necessariamente un’altra. Ed è un concetto che non c’entra niente con l’ambientazione, perché in un’opera sono tre le date da cui non si può prescindere: quella d’ambientazione della vicenda, quella in cui l’opera è andata in scena per la prima volta, e quella del debutto nella nostra edizione. Tre date che, nel caso dei classici, corrispondono spesso a tre momenti storici diversi di cui tenere conto.

In questo caso, per la prima volta nella mia vita, l’intuizione è arrivata al primo ascolto. Mi sono subito reso conto che non avrei potuto mettere in scena quest’opera in maniera diversamente.  Non ora.

La trasformazione doveva essere la chiave di volta di questo lavoro. Da qui la scelta di ambientare il nostro spettacolo in tre epoche diverse: quella di Goldoni, quella di Wolf-Ferrari e la nostra. Il vero protagonista di questa storia è proprio il campiello, “personaggio” vivo e mutevole che vede scorrere i secoli sui propri muri, nelle calli, sui ponti, nei canali. Cambiano gli usi e i costumi, ma i personaggi conservano gli stessi caratteri tratteggiati da Goldoni. Perché possono cambiare le epoche, le mode, le culture, ma non cambiano i sentimenti di fondo e le urgenze primarie degli esseri umani.

Così il nostro campiello diventa “la parte per il tutto” di una Venezia che si trasforma, fino a diventare un enorme museo a cielo aperto, depredato da un turismo selvaggio, molto diverso dall’idea di viaggio e di scoperta insita nella vita stessa di Goldoni.

E nel nostro lavoro, il signor Carlo Goldoni è il testimone muto di questa trasformazione. La leggenda vuole che si mimetizzasse fra la gente del popolo e la osservasse da vicino per “copiarne” comportamenti, linguaggi, relazioni. E noi abbiamo deciso di dare valore a quest’aneddotica e ci siamo inventati la figura di un uomo taciturno che, attraversando i secoli, continua ad aggirarsi per i vicoli di questo campiello, ascoltando tutti senza rivelare nulla di sé. È una sorta di deus ex machina, che è lì per ricordarci che in teatro tutto è finzione. Ma se la finzione è autentica, può davvero aiutarci a comprendere meglio la realtà. 

 

Teatro dell’Opera di Firenze

in collaborazione con Teatro Verdi di Trieste

 

IL CAMPIELLO
commedia in cinque atti di Carlo Goldoni
riduzione in tre atti e adattamento Mario Ghisalberti

musica di Ermanno Wolf-Ferrari

 

regia LEO MUSCATO
scene TIZIANO SANTI
costumi SILVIA AYMONINO
luci ALESSANDRO VERAZZI

 

assistente regia ALESSANDRA DE ANGELIS

assistente costumi VERA PIERANTONI GIUA

 

foto di scena SIMONE DONATI

 

direttore FRANCESCO CILLUFFO

 

con

 

Gasparina ALESSANDRA MARIANELLI
Dona Cate Panciana CRISTIANO OLIVIERI
Luçieta DIANA MIAN
Dona Pasqua Polegana LUCA CANONICI
Gnese BARBARA BARGNESI
Orsola PATRIZIA ORCIANI
Zorzeto ALESSANDRO SCOTTO DI LUZIO
Anzoleto FILIPPO MORACE
Il cavalier Astolfi CLEMENTE ANTONIO DALIOTTI
Fabrizio dei Ritorti LUCA DALL’AMICO

 

e con gli attori

 

ROBERTO ANDRIOLO

MAURO BARBIERO 

SILVIA  BENVENUTO

FEDERICA FABIANI

SIMONE FALOPPA

SILVIA FRASSON

ALDO GENTILESCHI

MIMMO NUOVO

BENIAMINO ZANNONI

 

Orchestra e Coro del Teatro Maggio Musicale Fiorentino