ENRON

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NOTE DI REGIA

 

(...) Il testo di Lucy Prebble racconta la storia di uno fra i più eclatanti casi di bancarotta fraudolenta di tutti i tempi; l’ascesa e caduta della ENRON, un colosso dell'energia, la settima industria americana per fatturato, un giro d'affari superiore a quello di molti stati africani messi insieme. Una storia talmente assurda che diventa quasi imbarazzante raccontare.
È la storia di un fallimento che ha comportato il licenziamento di migliaia di dipendenti che, appena pochi mesi prima, erano stati indotti a investire tutti i propri risparmi nelle azioni della società per cui lavoravano, e avevano inconsapevolmente firmato degli accordi che impedivano loro di rivenderle, se queste avessero cominciato a perdere valore. E tutto ciò accadeva mentre i loro dirigenti, liberi da ogni vincolo, avevano cominciato a liberarsi delle proprie azioni. Di lì a poche settimane, il valore delle azioni della Enron è crollato da 86 dollari a 26 centesimi, bruciando quasi 60 miliardi di dollari nel giro tre mesi. I dipendenti che avevano investito tutti i loro risparmi in quei titoli hanno guardato crollare le quotazioni in borsa, senza poter fare nulla.
Dopo aver ascoltato questa storia, ricordo di aver pensato che se l’avesse dovuta raccontare Shakespeare, l’avrebbe scritta esattamente come Lucy Prebble.
ENRON ha una struttura drammaturgica di matrice elisabettiana. È un’opera di grande respiro, scritta con una marcata vena ironica e un forte senso per lo spettacolo; un’epopea che prevede un arco narrativo di quattordici anni (1992-2006) durante i quali si ripercorrono il Sex Gate Clinton/Lewinsky, le contestate Elezioni Presidenziali di Bush ai danni di Al Gore, i serial televisivi come Friends e Baywatch, i blackout in California, l’arrivo del nuovo millennio, fino alla caduta delle Torri Gemelle.
Il testo prevede una cinquantina di personaggi: alcuni reali, come Ken Lay, Jeffrey Skilling, Andy Fastow, vertici della Società, artefici delle assurde macchinazioni nascoste dietro la truffa; altri inventati come ad esempio Claudia Roe, una dirigente scalzata dalle menti diaboliche della Enron. Ci sono anche i Lehman Brothers, una società d’investimenti qui rappresentata da due fratelli siamesi; Ramsay & Hewitt, uno studio legale interpretato da due ridicoli tipetti con una bilancia in mano; Arthur Andersen, una società di revisione, con le sembianze di un ventriloquo e del suo pupazzo. Ma c’è pure spazio per un assurdo CDA rappresentato da eleganti individui in giacca, cravatta e gigantesche teste di topo; e Modelli Finanziari interpretati da sinuose fanciulle con le teste di raptors.
Dopo aver visto lo spettacolo a Londra, uscii da teatro con i sensi sconvolti: meraviglia negli occhi, nelle orecchie e nausea per le storie ascoltate. Andai in libreria, acquistai il testo e la notte stessa cominciai a tradurlo.
Ero convinto che sarebbe stato difficilissimo portarlo in scena in Italia.
Ma non avevo ancora incontrato la Fondazione Teatro Due di Parma, che ha compreso appieno l’urgenza di mettere in scena ENRON, in questa ennesima e ancora una volta reiterata crisi sistemica di capitale.

 

 

FONDAZIONE TEATRO DUE DI PARMA

in collaborazione con BALLETTO CIVILE

ENRON

di Lucy Prebble
traduzione LEO MUSCATO



regia LEO MUSCATO

scrittura fisica MICHELA LUCENTI

scene FEDERICA PAROLINI
costumi SILVIA AYMONINO
video FABIO MASSIMO IAQUONE & LUCA ATTILI
luci LUCA BRONZO

fonica ANDREA ROMANINI

 



con
ROBERTO ABBATI
ALESSANDRO AVERONE
MAURIZIO CAMILLI
ANDREA CAPALDI
CRISTINA CATTELLANI
ANDREA COPPONE/MASSIMILIANO FRASCA'
FRANCESCO GABRIELLI
FRANCESCA LOMBARDO/AMBRA CHIARELLO
MICHELA LUCENTI
LUCA NUCERA
MASSIMILIANO SBARSI
EMANUELA SERRA



aiuto regia LAURA CLERI
assistente alla regia GIACOMO GIUNTINI
assistente scrittura fisica AMBRA CHIARELLO

ufficio stampa GIULIA GUIDUCCI & MICHELA ASTRI

 

foto di scena MICHELE LAMANNA