EDIPUS

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APPUNTI PER UNA MESSA IN SCENA

 

di Leo Muscato

 

 

 

La cultura italiana avrà un bel da fare, nei prossimi anni e decenni, se vorrà saldare tutti conti che ha in sospeso con Giovanni Testori, se vorrà rimediare a tutti peccati di superficialità, d’incomprensione vera o simulata, di omissione colposa e dolosa che ha commesso nei confronti della sua figura e della sua opera.

(Giovanni Raboni)

 

 

 

La Trilogia degli Scarrozzanti è probabilmente uno fra i più significativi ed emozionanti manifesti d’amore per il teatro che siano mai stati scritti. Giovanni Testori inventa una compagnia di guitti che bazzica teatri semivuoti e fatiscenti. Una compagnia di ultimi, di avanzi, di diversi, di reietti dai partiti, dalle chiese e da una società che non vuol saperne nulla della loro arte. Ma loro non demordono: sono convinti che "el teatro existe e rexisterà contra de tutti e de tutto, infino alla finis delle finis”. E per questo si ostinano a recitare le grandi opere del passato: le reiventano, le riscrivono; magari forse le massacrano. L’hanno già fatto con l’Amleto, con il Macbeth  e infine sono giunti a massacrare anche l’Edipo.  Ma non è forse vero che il “Massacro” contiene anche un po’ di Sacro?

Nel tentativo di avvicinarsi al popolo, questa compagnia di guitti s’inventa una lingua che il volgo può comprendere, un linguaggio tutto loro, miscuglio di dialetti, latininismi e ridicole volgarità; un linguaggio che malgrado loro, si fa poesia struggente e disarmante.

 

Nel tragicomico intento di fare Teatro Contemporaneo, danno alla loro Tebe una connotazione negativa e degenerata, qualcosa di molto simile alla società che li maltratta. Riducono il Mito a soli tre personaggi, facendone tre miserabili reietti, proprio come sono loro:

- Laio, che in Sofocle nemmeno appare, qui diventa un tiranno che giudica arbitrariamente, pratica torture e manda al patibolo ogni possibile destabilizzatore della civis;

- Edipus che non subisce il proprio destino, anzi se ne fa carico, e decide di punire i suoi genitori per averlo messo al mondo e averlo destinato all’infelicità;

- Iocasta che anziché reagire all’incesto togliendosi la vita, dopo l’incontro carnale con suo figlio scopre una felicità e una vitalità che non immaginava potesse esistere.

 

Ma la crisi è crisi, e di artisti non ce n’è bisogno. “L’attor vegio” interprete di Laio, lascia la poverissima ditta degli Scarrozzanti per andare a guadagnare qualche soldo in più facendo “el travestitico in d'una compagnia, de revistaroli e de cabarettisti!” E la prima attrice, molla tutto per andare a maritarsi “cont quel fabbrecante de Mobili” che può garantirle una più tranquillizzante vita borghese.

 

Ora, a recitare la tragica storia dell’Edipus, c’è rimasto solo il Capocomico, che nel tentativo estremo di resistere, decide di interpretare lui stesso tutti i personaggi. E l’ostinazione con cui lo fa, dà l’impressione che potrebbe continuare a farlo anche davanti a delle poltrone vuote.

EDIPUS

di Giovanni Testori

 

con 

EUGENIO ALLEGRI

 

 

drammaturgia e regia LEO MUSCATO

scene e costumi BARBARA BESSI

luci ALESSANDRO VERAZZI

assistente regia ELISA BENEDETTA MARINONI

locandina FRANCESCA BALLARINI

 

 

prodotto da 

Pierfrancesco Pisani - Nido di Ragno -

OffRome - Artquarium -

Fondazione Orizzonti d'Arte

 

 

Stagione 2014 - 2015

 

5 dicembre         TEATRO MASCAGNI di Chiusi (SI)

6 dicembre         TEATRO TESTORI di Forlì

7 febbraio           TEATRO COMUNALE di Medicina (BO)

19 febbraio         TEATRO DEGLI INSTABILI di Assisi  (PG)

21 febbraio         TEATRO COMUNALE di Sogliano sul Rubicone (FC)

5, 6, 7, 8 marzo  TEATRO DELL'OROLOGIO di Roma

9 marzo              TEATRO FOCE di Lugano 

10 marzo            SALA RATTI di Legnano (MI)

21 marzo            RASSEGNA LAMPI SUL LOGGIONE di Verbania (VB)

27, 28 marzo      TEATRO DEL LIDO di Ostia (RM)