ESTRATTI DI RECENSIONI - LE TROIANE

LIBERTA’, 27.05.2012

QUELLE TROIANE UN DOLORE SENZA TEMPO
Grandi applausi per l’Euripide riletto da Leo Muscato con la “Filo” e una Granelli splendida Ecuba

di Donata Meneghelli

Come una schiera di donne che si vengono incontro per dirci la verità di “quel che resta di una guerra”. È il coro delle Troiane come ha deciso di rappresentarlo il regista Leo Muscato nell’incipit della tragedia (...)  Qui è un tutt’uno il corpo delle troiane, vestite di bianco a segnare l’innocenza delle vittime, sullo sfondo di un enorme drappo candido, essenziale scenografia, che - grazie ad un disegno di luci di enorme impatto - è pronta a colorarsi del rosso del sangue delle vittime, donne e infanti.
Diventa corpo unico anche il pubblico; tanti gli studenti, attenti e tesi verso quello che accade sul palco, senza essere mostra. L’ascolto è assoluto, sarà rotto solo dagli scroscianti applausi finali. Straordinario che la potenza della tragedia ancora arrivi ai cuori, alla pancia, alla testa di chi assiste al consumarsi del dolore. Lo consentono la drammaturgia di Muscato (ridotta di un terzo, senza che si perda nessun elemento urgente da comunicare di questa tragedia) e l’impegno senza sconti degli attori che si lasciano plasmare, come esseri umani, prima che come interpreti.
Spicca la potenza espressiva di Mariangela Granelli, tra le migliori attrici oggi in circolazione in Italia, che diventa Ecuba, curva il suo corpo, poi lo rialza in moti di rabbia e orgoglio.


GAZZETTA DI PARMA, 26.05.2012

LUNGHI APPLAUSI PER LO SPETTACOLO DI LEO MUSCATO
LA CONTEMPORANEITA’ NELLA FIGURA DI ECUBA

di Valeria Ottolenghi

(...) Si è avvertita una bella, rara unità interpretativa, capace di coniugare forma classica e sentire profondo d’ogni tempo, d’altri secoli come ora: contro la guerra, in un cielo vuoto, senza poter chiedere aiuto a forze celesti che così permettono che tanto male si compia. Ecuba sa: impossibile credere alla felicità finché si vive, la sorte in agguato. Una limpida sintesi drammaturgica, uno spettacolo coinvolgente oltre il mito, con la storia dentro la contemporaneità. Applaudito a lungo, con tutti i bravi interpreti, il regista Leo Muscato.