ESTRATTI DI RECENSIONI - LA FUGA IN MASCHERA

IL SOLE 24 ORE - 09.09.2012

FUGA SPASSOSA E AUDACE
di Carla Moreni

Una delizia, la Fuga in maschera di Gaspare Spontini: commedia briosa, sul cliché dell’opera buffa napoletana, dove continuamente si rincorrono il travestimento imbroglione e la ricerca amorosa, e non sai se l’uno serva all’altra, o viceversa, quando nel finale lieto un pizzico di retrogusto malinconico resta. (…) La splendida produzione con la regia di Leo Muscato e concertata da Corrado Rovaris ha vitalizzato il dodicesimo “Festival Pergolesi Spontini” di Jesi. (…) Leo Muscato, fresca scoperta nella Bohème maceratese, si conferma un bell’acquisto nella regia musicale: sa raccontare, ha ritmo, tecnica, gusto. Sa far recitare i cantanti e questo nella Fuga in maschera, dove i primi interpreti erano chiamati attori, è fondamentale. Il pubblico del Teatro Pergolesi dimentica il caldo, i ventilatori e ride di gusto. La scena di Benito Leonori è impalpabile – un sipario a frange con proiezioni – e funziona; i costumi di Giusi Giustino, fra le Winx e il Pop, perfetti per l’identità dei personaggi e per le maschere in sfilata. La compagnia canta e si diverte (…) La Fuga fuggiasca di Spontini è catturata.



LA REPUBBLICA - 02.09.2012

IL “GIOCATTOLO” DI SPONTINI

di Guido Barbieri

Sarà pure un “giocattolo”, come Gaspare Spontini definiva le opere della propria infanzia musicale, ma i meccanismi de La fuga in maschera, anno di nascita 1800, funzionano ancora alla perfezione. (…) Naturale, dunque, che gli interpreti chiamati a raccolta dal Festival Pergolesi Spontini si siano molto divertiti a rimettere in moto a rimettere in moto gli ingranaggi arrugginiti del giocattolo: (...) il regista Leo Muscato l’ha trasformato in un colaratissimo, irrequieto vaudeville contemporaneo e infine i solisti di canto, giovani maestri nell’arte antica della commedia dell’arte.

L’OPERA - novembre 2012

SE L’OPERA RINASCE DALLE PICCOLE GRANDI COSE…
di Ermanno Calzolaio

(…) L’operazione culturale è pienamente meritevole e la sua riuscita si deve anzitutto all’allestimento firmato dalla regia di Leo Muscato. Aiutato dalle fantasiose (ed economiche!) scene di Benito Leonori, dai simpaticissimi costumi di Giusi Giustino e dalle vivaci luci di Alessandro Verazzi, Muscato trasforma l’improbabile intreccio in una sorta di caricatura fumettistica, in cui trovano spazio tre scagnozzi imbranati, che ballano, suonano, in uncomplesso rock e vivacizzano di continuo l’azione, al servizio del pittore Marzucco, che diviene un moderno Pantalone. La scena è suddivisa in tre piani: nel proscenio si svolge l’azione principale, ma sapienti giochi di luci trasformano il fondo del palcoscenico in ambienti diversi, attirando ad ogni istante l’attenzione dello spettatore. In tempi di crisi, forse basta aguzzare l’ingegno per trovare soluzioni originali a basso costo, come dimostrano Muscato e colleghi! (…)

CORRIERE DELLA SERA - 09.09.2012

LA LEGGEREZZA DI SPONTINI NELL’OPERA RITROVATA
di Enrico Girardi

(…) E la messinscena, affidata all’estro di Leo Muscato, non delude, anzi. Nonostante la banalità dell’intreccio, non manca di trovare soluzioni spiritose e leggere attingendo al linguaggio fiabesco del fumetto e dettando un codice di recitazione manierato al punto giusto. Insomma né dramma comico alla Mozart, né farsa di macchiette. La qualità musicale dell’opera, tra l’altro, pur altissima in certi numeri d’insieme, non è tale da scongiurare il rischio della noia. Muscato fa il possibile. (…) Applausi calorosi.

IL MESSAGGERO – 02.09.2012

SPONTINI, L’OPERA RITROVATA: APPLAUSI A SCENA APERTA
di Gabriele Cesaretti

Successo pieno e festante, venerdì sera, per il debutto de LA FUGA IN MASCHERA di Gaspare Spontini, ritornata in scena al Teatro Pergolesi dopo 212 anni dalla prima rappresentazione: l’opera appare piuttosto debole e, come avviene nel caso di recuperi di questo genere, spetta all’esecuzione mascherare le debolezze del lavoro, cosa che a Jesi è riuscita, soprattutto per merito della regia di Leo Muscato che, nel funzionale impianto scenico virtuale di Benito Leonori (le scenografie erano costituite da continue proiezioni in stop motion) e con i coloratissimi e fantasiosi costumi di Giusi Giustino, ha creato uno spettacolo vivacissimo e divertente, che ha conquistato il pubblico (numerose le risate a scena aperta) con l’allegro non sense delle sue situazioni.  (…) Lunghi applausi al termine dell’opera.

L’UNITÀ - 04.09.2012

UN MONDO BIZZARRO GALLEGGIA NELL’OPERA RITROVATA DI SPONTINI
LA FUGA IN MASCHERA CONQUISTA GLI SPETTATORI
di Paolo Petazzi

(…) La strampalata vicenda si regge sul gioco veloce di artificiose complicazioni ed equivoci, e il regista Leo Muscato la racconta in chiave giustamente antinaturalistica e consapevolmente eccessiva, evocando “un mondo bizzarro dentro cui fare accadere qualunque cosa” con movenze farsesche e surreali. La vivacità dello spettacolo (coprodotto con il San Carlo di Napoli) ha certamente molto contribuito al caldissimo successo con cui La fuga in maschera è stata accolta a Jesi. (…)

WWW.TEATRO.ORG - 03.09.2012

UNA FUGA DAL PASSATO
di Francesco Rapaccioni

(…) Il pieno successo dell’operazione si deve senza dubbio alla regia di Leo Muscato che, su una trama praticamente inesistente, ha creato uno spettacolo leggero e frizzante, che si lascia seguire piacevolmente e rimanda a un cartone animato di gusto ed eleganza, ma diretto con l'attenta cura gestuale e attoriale della prosa. Merito anche della scenografia di Benito Leonori che sfrutta le proiezioni per movimentare una scena fissa e dei costumi di Giusi Giustino che giocano con figure note dell’oggi senza insistere sul salto temporale. Il regista trasforma infatti i protagonisti: Doralbo è il televisivo mago Otelma, Nastagio è Rodolfo Valentino, Marzucco un gangster di quartiere scortato da tre imbranati scagnozzi, Nardullo è un giovane ecologista rasta, Corallina una punk-dark, Olimpia il personaggio di un cartone animato seguito sempre da una servitrice (che invero è un uomo di colore), Elena la parodia della moglie di Giampiero Galeazzi ideata da Anna Marchesini. Perfette ed essenziali nella riuscita della messa in scena le luci di Alessandro Verazzi e le illustrazioni animate di Alfonsina Ciculi, sicuramente attraenti per il pubblico giovane.(...) Teatro gremito, pubblico preso dallo spettacolo nonostante il caldo; nel finale applausi.

 

CORRIERE ADRIATICO - 02.09.2012

LA FUGA IN MASCHERA: UN SUCCESSO
di Fabio Brisighelli

(…) A rendere godibile l’articolo della vicenda sulla scena, affidata alle ugole di una ben affiatata compagnia di canto (...)  ci ha comunque pensato il regista Leo Muscato (con l’apporto dei suoi colleghi alle scene, ai costumi e alle luci). Davanti e dietro un colorato, trasparente sipario/schermo mobile, su cui s’imprimono personaggi e cose (i “cuori” delle coppie in continua diastole e sistole), i protagonisti della commedia dell’arte rivisitati simpaticamente in foggia d’abiti lucentissimi e di moderno eccesso scorrono orizzontalmente sul palco come in una passerella da music hall, e se invece si stagliano in vibratile opalescenza sul retro, si spostano con rapidità in una specie di “copia e incolla” stile internet ante litteram. Con questi e con altri divertenti accorgimenti Muscato ha regalato una (necessaria) dose di sorriso in più alla commedia di Spontini.

 

IL GIORNALE DELLA MUSICA - 04.09.2012

LA DIVERTENTE FUGA DI SPONTINI
di Lucia Fava

Esordio all'insegna del divertimento e della sorpresa per il Pergolesi Spontini Festival con La fuga in maschera di Gaspare Spontini. (…) La messa in scena di Leo Muscato è divertente e garbata, tutta incentrata su giochi di luce e proiezioni di immagini, con i personaggi ridotti a maschere comiche che sembrano uscite da un cartone animato. Brillante la direzione di Rovaris, ben calati nei rispettivi ruoli i cantanti.

WWW.OPERACLICK.COM - 05.09.2012

JESI – TEATRO PERGOLESI: LA FUGA IN MASCHERA
di Domenico Giovanni Ciccone

(…) Leo Muscato cala tutta la vicenda in un gigantesco cartone animato fatto di costumi coloratissimi e sgargianti, videoproiezioni e gags di grande effetto, mai troppo sopra le righe e soprattutto sempre rispondenti all’intreccio librettistico e alla musica, quasi tenendo per mano lo spettatore nel seguire la sconosciuta vicenda dall’inizio alla fine. (...) Marzucco diventa la parodia di un gangster imbranato, circondato da tre scagnozzi inadeguati a qualunque mansione siano loro destinati; Elena una goffissima fanciulla “costretta” in un abito troppo elegante che stropiccia di continuo; Olimpia, una donzella che si sente delicata come un fiore, ma si muove solo se scortata da un bodyguard; Nardullo si comporta come Pulcinella ma è vestito da punkabbestia; Corallina, furba come poche, si spaccia per maga vestendosi come le Winx; Doralbo, sembra l’imitatore sfigato del Mago Otelma e Nastagio è un servitore che si sente Rodolfo Valentino” Insomma si è avvertito chiaramente l’impegno profuso per trarre dal libretto e dalla musica tutta la linfa teatrale possibile, senza però che fosse visibile la minima forzatura: l’azione fluiva in modo naturale, divertente e mai banale. Ammirevole di pari grado l’impegno dei cantanti, tanto scenico quanto vocale (…)

 

LA VOCE - 09.09.2012IO

SMORZO LA LANTERNA MAGICA
di Giulia Stefano Paride Vagnoni

(..) Firmava lo spettacolo jesino, scoppiettante di trovate umoristiche sempre rispettose della sostanza musicale, il regista Leo Muscato, capace d'imprimere - con notevole intelligenza teatrale - un ritmo comico a un'opera che di fatto ne è priva, grazie a sette interpreti trasformati tutti in ottimi attori. Gli spiritosissimi costumi erano di Giusi Giustino e le scene, molto essenziali, di Benito Leonori. Le integrava il continuo ricorso a proiezioni, del resto pienamente giustificato in un'opera che ha per protagonista una lanterna magica: fin dalla sinfonia campeggiava così la sagoma di un cuore che diventerà il vero e proprio tormentone dell'opera (...)