ESTRATTI DI RECENSIONE

FORSE TORNERAI DALL'ESTERO

CORRIERE DELL’ALTO ADIGE, 04.05.2013
BRILLANTE MESSA IN SCENA DI «FORSE TORNERAI DALL’ESTERO»
SE IL BENESSERE CONSUMA L’UOMO
di Lucia Munaro

Una biciclettata contro la vita. Maurizio il protagonista di Forse tornerai dall’estero, pedala vigorosamente contro la vita nell’opera prima di Andrea Montali, giovane autore bolzanino, andata in scena al Teatro comunale di Bolzano. Un atto unico con sei personaggi che ruotano intorno alla scena di un bar di una città di provincia, all’inizio del terzo millennio, dove il benessere, prima ancora che la crisi scandisce la precarietà dei sentimenti di una generazione geneticamente rinunciataria. Le figure dei ragazzi, Maurizio, Angelo, Elisa e anche Laura, restano prigioniere di un non luogo, dove un jukebox sputa musica che viene dal passato come le sentenze del «vecchio» sessantottino Virginio (Andrea Castelli), savio ma alcolizzato, e l'altro più grande, il gestore del bar Emanuele, buono ma ottuso. Una generazione allo specchio, per la quale decidere di mettere al mondo un figlio rimane un atto di eroismo e che intanto si consuma nel triangolo che va dai prati del Talvera, alla periferia. Amaro e feroce lo sguardo di Andrea Montali sulla fragilità di personaggi che potremmo incontrare ogni giorno nel centro storico, dove girano alcol e spinelli e si fuma eroina, supportato dalla regia rigorosa e brillante di Leo Muscato.



WWW.ALTOADIGE.IT   07.05.2013
LE “ANIME SOLITARIE” DI MONTALI PASSANO LA PROVA DEL PUBBLICO
di Massimo Bertoldi

(…) La regia di Leo Muscato si addentra con la lente d’ingrandimento nelle pieghe più nascoste del testo, delinea la complessa interiorità di queste anime solitarie, orchestra equilibrio tra il flusso narrativo del presente e il frequente ricorso al flashback, dosa con precisione millimetrica i momenti comici e le situazioni tragicomiche. Gli attori esibiscono pregevole varietà di gesti e battute, sfumature e dettagli espressivi che concorrono a creare uno spettacolo corale, di tensioni e drammi condivisi. La figura centrale, il travagliato Maurizio dipendente sfruttato del “baretto vicino a via Milano”, che sarà protagonista di un gesto drammatico dopo aver cercato il guadagno con lo spaccio per aprire un suo bar rivolto ad artisti e creativi vari, è ben interpretato da Alberto Onofrietti. Gli si contrappone il suo datore, Emanuele, affidato a Giulio Baraldi, che delinea una figura nervosa e aggressiva, per fronteggiare la gestione di un bar con clienti particolari ma soprattutto per il controverso rapporto sentimentale con Laura, alla quale è rivolto il titolo della commedia, che è riuscita a scappare da una situazione insostenibile, vive a Innsbruck grazie ad un progetto finanziato dalla Provincia e poi scopre di essere incinta. Fabrizio Martorelli nasconde con toni quasi urlati e atteggiamenti da sbruffone il giornalista-pubblicista, mantenuto e viziato, che ambisce alla carriera disponendo di modesti mezzi intellettuali. A questi personaggi, compresi tra i 26 e i 36 anni, si aggiungono Elisa, studentessa all’estero, e Laura, educatrice, ragazze rispettivamente interpretate da Silvia Giulia Mendola e Gaia Insenga che offrono un contributo importante alla riuscita dello spettacolo, come fa Andrea Castelli, cui compete il difficile ruolo di Virgilio, sessantenne alcolizzato e incancrenito frequentatore di quel bar. L’esperto attore trentino aggira il pericolo della macchietta e rende credibile la figura del vecchio saggio, avvolgendolo di malinconica umanità. Ma dice amaramente: “Poi hanno trasformato la lotta in una carriera politica. E sono diventati uguali a quelli che contestavamo”. “Forse tornerai dall’estero” coinvolge il pubblico e alla fine gli applausi sono sinceri, calorosi, e veramente tanti.